Oggi sono esattamente passati 6 mesi dal mio primo articolo su questo blog.

A rileggerlo ora, quell’articolo lì, mi viene quasi da ridere. Non mi piace più. Il mio stile è cambiato e mi verrebbe quasi voglia di cancellarlo.

Ma non lo farò. Sai perchè?

Mi ricorda a cosa serve avere un blog: ad essere costante e disciplinato. A migliorare.

Costante e disciplinato. Usiamo spesso queste parole, ma che significano? Perché le usiamo?

[Sì, sono fissato con l’etimologia, ma seguimi perché il significato è affascinante]

Costante deriva dal latino con-stare cioè star insieme, star fermo.

Si è costanti infatti quando si rimane saldi sul proprio obiettivo e la propria missione. Si dice ad esempio sono stato costante nell’andare in palestra 3 volte a settimana.

Disciplina è ancora più interessante e deriva invece da discipulus, ovvero discepolo: colui che prende insegnamenti da un maestro.

Avere costanza e disciplina significa avere la volontà di rimanere saldi sulla propria missione. Pagandone i sacrifici. Con la consapevolezza che guadagneremo dei preziosi insegnamenti.

Proprio questo blog, infatti, è per me una grandissima fonte di insegnamenti. Un vero e proprio maestro (a volte anche un po’ severo…).

Sto pubblicando da sei mesi un articolo a settimana che mi costa sacrifici nel tempo libero, e lo faccio perché so che mi insegnerà qualcosa.

Pochi però la vedono così…

Nel marketing le domande ricorrenti sono “Vale ancora la pena aprire un blog?”, “Si guadagna con un blog?”, “Meglio i social?” e via dicendo.

Che dire: La risposta è dentro di te, epperò è sbagliata (cit.).

Non c’è una risposta giusta perché è la domanda ad essere fuori fuoco.

C’è un’ossessiva ricerca dello strumento migliore per raggiungere più persone. Il problema è che uno strumento, guarda un po’, è solo uno strumento.

Pensa ai musicisti. Non passano mica ore ed ore a cercare lo strumento più figo del pianeta e, appena acquistato si fiondano sul palco.

Il fatto è che la trasformazione digitale ha creato occasioni un tempo impensabili.

Stanno perdendo potere tutti i “sacerdoti” della comunicazione (come direbbe Baricco) che in passato avevo la possibilità di darti o meno uno strumento e un palco (tv, radio, giornali, editori ecc.). Oggi siamo nell’epoca della disintermediazione. Ottere uno strumento, un palco e raggiungere un pubblico è quasi semplice.

Ottimo, ovviamente.

Ma…

Il fatto di poter avere fra le mani uno strumento non significa sentirsi in diritto di creare inquinamento acustico.

Se vuoi creare  musica e non rumore devi esercitarti. Così fa un artista, un professionista. Ore ed ore di prove in solitaria. Sbagliando, soffrendo, migliorando impercettibilmente.

Eccoci al punto.

Il marketing e la comunicazione sono discipline (riecco la parola magica…) bellissime e profonde. Hanno una loro sacralità. Plasmano le culture, veicolano messaggi fra esseri umani.

Il blog è un luogo in cui puoi esercitarti a creare la tua musica. Con calma, nella quiete, lontano dal caos dei like e degli algoritmi.

Il blog è un luogo purissimo in cui sperimentare la bellezza di creare.

Il blog è un luogo in cui scoprire chi sei e cos’hai da dire. Un luogo in cui dare dare forma alle idee e metterle una accanto alle altre fino a costruire un castello. Unico. Il tuo.

Un castello in cui i visitatori possono ammirare le stanze e ascoltare la tua musica portandosi a casa un ritornello orecchiabile, se sei stato bravo a lasciare loro un’armonia che valesse la pena portarsi via.

 

Il blog è stato il miglior investimento della mia vita, neanche comprando un appartamento avrei fatto un investimento così.

Luisa Carrada


 

Cose che puoi guardarti

L’intervista a Luisa Carrada (una delle massime esperte di scrittura in Italia) in cui parla dell’importanza del blog nella sua carriera

The game di Baricco. Ottimo libro per capire perché è avvenuta la rivoluzione digitale e a cosa serve

Il primo passo, il mio primo articolo su questo blog.

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