Mi capita spesso di essere preso in giro per la mia ossessione verso le novità tecnologiche (in effetti ho un’app per qualsiasi cosa…).

Qualcuno userebbe il termine Otaku. In Giappone veniva usato per identificare la subcultura dei fanatici di manga e anime. In Occidente questo termine si è esteso fino a comprendere chiunque abbia una fissa per qualcosa.

L’origine del termine è interessante. In giapponese la parola otaku significa “la sua casa”. Il termine è composto dalla preposizione onorifica o (お) e dal sostantivo taku (宅) che significa casa, dimora, a casa

Un paio d’anni fa provai per la prima volta un’app (tanto per cambiare) che mi intrigava moltissimo: Audible.

Si tratta di un servizio di Amazon che consente di ascoltare audiolibri con un abbonamento mensile (dal costo allineato con i vari Spotify, Netflix, ecc.). Non avevo mai ascoltato audiolibri e quindi ero molto curioso. Sfruttai il mese gratuito e ne rimasi affascinato.

Mi immaginavo quante persone, imbottigliate nel traffico a sentire stupidi spot radiofonici avrebbero potuto trasformare quel tempo in tempo di qualità. Un’ora di traffico al giorno? Benissimo. Può diventare un’ora d’immersione nei libri. Da frustrazione a divertimento. Mi girava in testa quest’immagine di una biblioteca con le ruote. Spettacolo.

Però, il servizio era agli esordi. Il catalogo non così vasto ed interessante da giustificare l’abbonamento. Decisi così di non rinnovare, fiducioso che nel futuro il servizio si sarebbe arricchito.

Un bel po’ di mesi dopo su Instagram vidi un post sponsorizzato che diceva “La saga completa di Harry Potter, letta da Francesco Pannofino”

Momento, momento, momento, moooomeeennto. COSA??? DOV’è LA MIA CARTA DI CREDITO?!

Insomma credo che nel giro di 5 minuti avessi riattivato l’abbonamento e fatto il download del primo audiolibro.

Boom. Estasi. Era quello che aspettavo.

Per mesi e mesi ogni mattina sono andato in ufficio ascoltando la fantastica voce di Pannofino.

Ma andiamo avantiveloce di un po’ di mesi fino ad ieri. Salone del libro.

Ascoltavo l’intervento di Vincenzo Mollica, storico cronista RAI. Insomma parlando di libri ad un certo punto dice “Io amo la lettura in modo viscerale ma negli ultimi anni faccio fatica a leggere. Ci sono questi audiolibri. Io non riesco a fare a meno della carta stampata però devo ammettere che gli audiolibri danno una grossa mano a chi è ipovedente. Sto cercando di farmi amica questa nuova tecnologia..”.

Cacchio. Non ci avevo mai pensato. Più audiolibri e più qualità è una cosa fantastica soprattutto per chi i libri non li può fisicamente leggere.

Cioè, tu passi dal non poter leggere un libro ad avere gente come Francesco Pannofino che legge per te. Non malaccio eh.

Ecco, a proposito. Nel pomeriggio c’era proprio l’evento che aspettavo di più. Un evento di Audible con chi? Lui, proprio lui. Francesco Pannofino che legge Harry Potter.

Non potevo perdermelo.

Un’ora di coda soffertissima (l’ennesima della giornata) ma la performance è stata da pelle d’oca.

pannofino per audible al salone del libro

Nella presentazione introduttiva alla sua lettura ho sentito una bellissima osservazione

L’audiolibro esiste da sempre, non è affatto vero che sia una novità. L’audiolibro è il raccontare storie

Si parla tanto di importanza dello storytelling e toh, tié. Eccolo qua (ah, come dice Rudy Bandiera, possiamo anche dire narrazione, che è pure una parola che suona bene).

La storia, infatti, è nata ben prima del libro. La storia teneva le tribù intorno al fuoco e ne creava le culture molto prima che i sumeri inventassero la scrittura. La voce, il fuoco erano come l’inchiostro e la carta che abbiamo oggi.

La narrazione è quindi qualcosa di più del suo mezzo di diffusione. Allora come mai quindi siamo così affezionati alla carta? Cos’ha di tanto speciale?

Io credo che la carta ti dia il vantaggio non da poco di poter inchiodare da qualche parte quella sensazione di piacere. Ogni volta che vai nella tua libreria, prendi quel libro fra le mani e ne accarezzi le pagine rievochi quel piacere. L’esperienza è importante ma il suo ricordo lo è forse di più (dell’importanza del ricordo ne ho già parlato e ti lascio il link al fondo).

Con l’audiolibro il ricordo è diverso, di sicuro. Viene a mancare un riferimento fisico che può spiazzarti. Credo che proprio qui dovrà lavorare Audible per fare definitivamente breccia nei cuori delle persone ancora indecise. Ma le prospettive sono rosee perché la sostanza c’è e funziona da migliaia di anni.

Se ci pensi, stiamo in qualche modo riportando in auge il ruolo dimenticato del cantastorie.

Il bello del progresso è proprio qui. In realtà non si inventa mai niente di nuovo, semmai si riscopre in modo nuovo. Rielaboriamo di continuo le cose che già facevano i nostri antenati, ritrovando ogni volta la vera essenza di ciò che amiamo. Il futuro si intreccia sempre con il passato, come una serie tv piena di flashback che ti aiutano a capire.

Tanti non la pensano così. Credono nella finta battaglia fra nuovo e vecchio, fra futuro e passato, fra digitale ed analogico. Ci sono quello per cui il nuovo è figo e il vecchio fa schifo. Ma così si rischia di correre come su un tapis roulant, facendo un sacco di fatica senza arrivare mai da nessuna parte.

Altri, all’opposto, rimangono ancorati nel passato ripudiando ogni novità (perché mette in pericolo la loro identità). In questo modo però rischiano di non scoprire mai niente di nuovo su loro stessi.

Io mi sento in una terza fazione, un po’ nuova, forse fuori dagli schemi. Amo scoprire il futuro per capire meglio chi siamo sempre stati. Credo fortemente che futurismo e classicità possono stare in armonia dentro una sola cornice, come un quadro di De Chirico.

Sono sicuro di non essere il solo a vederla così.

Sono sicuro che anche altri abbiano questo otaku e mi piacerebbe molto che questo blog – è pretenzioso lo so… – riesca in qualche modo a farli sentire a casa.

 


 

Cose che puoi guardarti

Il link alla pagina di Harry Potter letto da Pannofino su Audible. Al fondo c’è anche una bella intervista a Pannofino in cui racconta com’è stato lavorare a questo progetto.

Il mio articolo che parla dell’importanza del ricordo nella comunicazione.

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