Diventerò miliardario se ci metto tutta la forza di volontà necessaria?

No.

La prima, è una domanda fatta da un utente sulla piattaforma Quora.
La seconda, è la risposta data dalla ex-moglie del miliardario Elon Musk, Justin Musk.

E Justin Musk, avendo vissuto con un uomo dal patrimonio stimato di 20 miliardi di dollari qualcosina sul cosa significhi essere un miliardario dovrebbe saperlo.

Ti riporto e traduco le righe successive perché è fra le cose più illuminanti che io abbia mai letto.

Buona lettura.

Sei determinato. E quindi? Non hai ancora dovuto nuotare nudo dentro l’acqua infestata dagli squali. Sarai così determinato quando ti ritroverai su un’isola deserta ferito, sanguinante e senza nessun segno di salvezza all’orizzonte?

Viviamo in una cultura che celebra la determinazione ed il duro lavoro, ma cerca di capire questo: sono qualità che ti possono tenere in gioco quando tutti mollano, o finché qualcuno di più forte non ti sbatte fuori. Determinazione e duro lavoro sono necessari, sì, ma sono il minimo richiesto. Il minimo. 

 

Un sacco di persone lavorano in modo estremamente duro ma senza nessuna colpa – per sfortuna, ambiente sbagliato, circostanze sfavorevoli – non riescono a farcela. 

 

Come puoi sfruttare davvero il tuo lavoro ed il tuo tempo?

Sposta il tuo focus da ciò che vuoi (un miliardo) e vai più a fondo, diventa intensamente curioso su ciò che il mondo vuole. Chiedi a te stesso cosa potenzialmente puoi offrire che sia così unico, irresistibile ed utile che nessun computer possa replicare, nessuno possa esternalizzare, nessuno possa rubare e farne qualcosa di meglio per poi gettarti nel dimenticatoio.

  

Poi, sviluppa quel potenziale. Scegli una cosa e diventane un maestro. Scegli una seconda cosa e diventa maestro anche di quella. Quando sarai maestro di quei due mondi (pensa ad esempio ad ingegneria e business) prendili e fai in modo che:
a) i mondi apportino nuova linfa ed idee l’un l’altro in una specie di “idea sex” creando degli “idea babies” che nessuno abbia mai visto prima, e poi
b)crei un vantaggio competitivo perché puoi muoverti fra questi mondi, parlare entrambi i linguaggi, connettere tribù, mischiare elementi ed innescare una nuova intuizione creativa. Un’epifania che ti cambi la vita.

 

Il mondo non getta miliardi di dollari addosso alle persone solo perché lo vogliono, perché lavorano duramente o perché sentono di meritarlo. Il mondo ti dà soldi in cambio di qualcosa per cui percepisce eguale o maggior valore: qualcosa che trasformi qualche aspetto della cultura, riscriva la storia o ne scriva di nuove, cambi il modo di pensare le categorie stesse e crei cambiamenti nella vita di tutti i giorni. 

 

Non c’è una mappa o un percorso per questo; un sacco di gente ti darà un sacco di consigli, e un sacco di questi saranno pessimi ma un sacco anche ottimi. Dovrai capire, però, che tutto quello che sentirai potrebbe non applicarsi a te. Perché tu fai parte di quel mondo inaspettato, diverso.

 

E lo farai da solo, finché svilupperai il carisma, la credibilità ed il talento di cui hai bisogno.
Abbi coraggio. (Ti servirà.)

E buona fortuna (Avrai bisogno anche di questa.)

Ti lascio con una breve considerazione. Siamo cresciuti facendoci instillare – o sarebbe meglio dire installare – un sistema operativo mentale vecchio, obsoleto, andato, caput. Ci hanno insegnato quanto fosse importante specializzarsi in un mestiere, in una cosa. Alcune menti brillanti insistono a dire che la scuola dovrebbe preparare al lavoro, a fare le cose pratiche richieste dalle aziende. Una delle più grandi scemenze partorite dalla mente umana.

La scuola deve insegnare a ragionare. E per ragionare occorre usare tutte le potenzialità del nostro cervello. La logica, la tecnica sì, ma anche la riflessione, la filosofia. La creatività.

C’è molta preoccupazione in giro. C’è chi si è specializzato in una cosa per poi scoprire che in giro ce ne sono altri 30mila come lui (magari senza lavoro). Chi invece ha studiato qualcosa di troppo generalista e ha l’ansia di non sapere quale etichetta presentare. C’è chi ha paura che fra breve una macchina potrà sostituirlo.

L’uomo crea categorie, crea specialisti di queste categorie ed infine, se può, crea macchine che li sostituiscano. Prova a giocare d’anticipo. Crea tu una nuova categoria. Mischia le idee. Cambia gli schemi.

Avventurarsi fuori dai percorsi battuti fa paura, certo. Ma è una figata.

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