Voglio proporti di fare uno strano esperimento mentale.

Prova ad immaginare di fare una bella vacanza in cui, però, alla fine tutte le tue foto e tutti i video che hai girato vengono cancellati. Inoltre, ti devi bere una pozione che cancella dalla tua memoria anche tutti i ricordi che hai accumulato. Praticamente, in futuro, di quella vacanza non ti rimarrà nulla.

Quanto saresti disposto a spendere per una vacanza così? Se ti venisse proposto questo uno sconto per accettare questo pacchetto rispetto ad una vacanza normale accetteresti? E quanto dovrebbe essere alto lo sconto?

La domanda può essere bizzarra, lo so. Diciamo che non è la classica proposta che ti può fare il tour operator. Sono sicuro, però, che ti sarai reso conto quanto siano importanti i ricordi. Forse molto più di quanto credessi.

Un’esperienza che non lascia bei ricordi vale poco o niente.

Dei momenti migliori della nostra vita si dice infatti che siano memorabili. Memorabile deriva dal latino memorare cioè ricordare. Un momento memorabile non è altro che un momento facilmente ricordabile.

Il ricordo di un evento è tutto: è molto più importante dell’evento stesso.

E non vale solo per i bei ricordi, ma anche per le brutte esperienze.

Guarda il grafico qui sotto. 

Si tratta dei livelli di dolore riportati da due pazienti sottoposti a colonscopia. L’esperimento venne tenuto dal premio Nobel Kahneman e dal professor Redelmeir nei primi anni Novanta, prima che gli anestetici divennero di uso comune anche per questo tipo di esami.

Eh sì, Ahia…!

Come vedi, l’esame del paziente A è durato solo 8 minuti mentre quello del paziente B 24 minuti. Inoltre, se confronti i grafici noterai come la prima parte dell’esame B assomigli più o meno all’esame A. Insomma, l’esame B sembra un esame A molto più lungo.

Vuoi sapere però una cosa incredibile?

Il paziente A ha riportato di avere avuto un’esperienza molto peggiore di quanto riportato da B. Questa dinamica è stata rilevata su tutto il campione di pazienti. 

Nonostante l’integrale dei due grafici mostri un livello di dolore generale per B molto più alto, il modo in cui l’esperienza è stata elaborata e memorizzata segue regole del tutto diverse. Infatti, noi esseri umani non siamo macchine e non eseguiamo calcoli

Ma come mai A dice di aver sofferto più di B?

Kahneman suggerisce di identificare due diversi sé: esperienziale e mnemonico. Quello esperienziale risponde alla domanda “come va adesso?”, mentre il sé mnemonico, è colui che risponde alla domanda “com’è andata?”. Egli identifica due pilastri su cui il sé mnemonico costruisce il ricordo:

  • la regola del picco-fine: il picco più alto e la parte finale sono i due momenti più importanti. La media fra essi crea quello che più o meno sarà il “punteggio” assegnato all’esperienza
  • disattenzione per la durata: la durata di un’esperienza conta invece pochissimo. 

Nel caso dell’esperimento, il paziente A ha avuto la sfortuna di terminare il suo esame in un momento in cui il dolore era molto alto. Questo ha fatto sì che il suo ricordo si plasmasse attorno a quella sensazione lasciandogli un ricordo spiacevole.

Il sé mnemonico è quindi molto più importante del sé esperienziale. Si può dire che sia come un fotografo che decide quali dettagli inquadrare e scatta la fotografia del momento, imprimendo per sempre quel ricordo nella memoria. Il momento di picco e quello finale sono i due dettagli sempre presenti. La durata no, perché in fin dei conti conti sarebbe difficile da “vedere”.

Il sé esperienziale, più oggettivo e “matematico”, entra in gioco solo durante l’esperienza stessa, la fotografia scattata dal sé mnemonico verrà invece richiamata in causa infinite volte. E con essa tutte le emozioni che rievoca.

Pensa a quando torni da una vacanza e parenti, amici e colleghi ti chiedono “Allora, com’è andata?”. Sarà il sé mnemonico a rispondere mostrandoti rapidamente la fotografia della vacanza. E, ad esempio, per il sé mnemonico una vacanza di due settimane abbastanza divertente perderà contro una vacanza breve con un episodio memorabile (il picco).

Alla lunga, quella breve vacanza porterà molta più felicità nella tua vita perché il suo bel ricordo riemergerà molto più spessoSono certo che anche nel tuo rullino mentale troverai qualche esempio del genere.

Il ricordo batte l’esperienza 10 a 0.


 

Cose che puoi guardarti

Lo stupendo libro del premio Nobel Kahneman Pensieri lenti e veloci

Il TED dove Kahneman parla proprio dello studio che ho citato

 

Ti è piaciuto l'articolo? Iscriviti alla newsletter! Zero spam, garantito.

Ho letto l'informativa Privacy

Condividilo sui social!